Anticipazioni di Delta 104

Le Primarie negli USA e i perdenti veri del 4 novembre 2026

È passato un anno da quando fu sottoscritta la “Dichiarazione del Popolo” (The People’s Declaration) – che conta attualmente oltre 1.000 firmatari – e delineava una serie di priorità e richieste della comunità. “The Choice Agenda”, “The Legacy Project” e un eccezionale panel internazionale avevano discusso i concetti che potevano essere la base per trasformare tali istanze in azioni concrete e meccanismi di responsabilità. Ma sono passati due anni da quando il movimento della comunità HIV è stato umiliato, castrato, distrutto, separato.

Il disastro politico, internazionale, economico e umanitario.

Finora, il dibattito su queste dinamiche si è concentrato soprattutto sui danni arrecati dai tagli alle sovvenzioni, alle risorse finanziarie e umane e alle stesse istituzioni, dal NIH, dalla FDA e dal PEPFAR a USAID e a quelle che aiutavano i paesi dell’America Latina. Al centro delle priorità, le persone: le comunità che, malgrado la gestione possa un giorno cambiare, subiranno a lungo termine le conseguenze più gravi dell’assenza di leadership e aiuti.

A livello macro, non vi è dubbio che l’inflazione abbia preso una brutta china, mentre il dollaro regge sui mercati grazie allo stoccaggio di ingenti quantità di materie prime, al petrolio preso gratis dai produttori low income. I cittadini americani che ragionano con la testa e non con le viscere non amano molto l’ingerenza degli USA nella politica internazionale, che alla fine porta sempre a guerre sanguinose. Del resto, gli americani hanno perso in Corea, in Vietnam, in Afghanistan, a Panama, in Namibia e presto parleremo del Venezuela.

Potrà finire la barbarie del colonialismo di ritorno?

In questa giornata, in cui l’amministrazione Trump va in minoranza, si commenta che più che di una vittoria di metà mandato dei democratici, si tratti di una sconfitta dello “stile” Trump che ha stancato e obbliga a cambiare canale, mentre i suoi provvedimenti saranno guidati dai democratici che rifiutano di restare inermi di fronte a un governo che gestisce gli USA attraverso decreti senza curarsi dell’opinione del Parlamento.

AVAC chiede oggi e proclamava in passato:

Vogliamo ricordare al mondo delle persone con HIV e di quelle appena esposte al virus che, nell’acronimo HIV, la prima lettera sta per “umano” (human) e che dietro a questo aggettivo agiamo.

• Chiediamo un coinvolgimento sostanziale e significativo della comunità in ogni aspetto della ricerca sull’HIV: dallo sviluppo dei protocolli alla realizzazione degli studi, fino alla diffusione dei risultati delle sperimentazioni cliniche.

• Chiediamo diversità, equità e inclusione all’interno dei team scientifici che conducono la ricerca sull’HIV.

• Chiediamo diversità, equità e inclusione in tutte le fasi di coinvolgimento delle parti interessate.

• Chiediamo diversità, equità e inclusione nella partecipazione alle sperimentazioni cliniche, affinché rispecchino fedelmente le caratteristiche delle persone che vivono l’epidemia e le sue molteplici angolazioni.

Warren Mitchell ci ricorda ogni passo che l’establishment ha distrutto:

https://www.youtube.com/watch?v=yw9Psut9RDc. (sottotitoli in italiano in basso a destra)

A che punto siamo?

Le cose non stanno andando come vorremmo, né in Italia, né nei paesi leader della ricerca clinica. I fondi per il supporto alla salute sono sempre più esigui e la ricerca, che era affidata ai governi e in particolare al NIH, ha visto anche l’amputazione dei fondi destinati alla ricerca di base. Riteniamo non si possa raggiungere una ricerca qualificata per specifiche patologie se la ricerca di base è ferma.

Sarà sempre più difficile riguadagnare quell’equilibrio che permetteva di crescere nella scienza, nell’etica, ma soprattutto nella giustizia per l’essere umano. Due anni sono bastati per distruggere un sistema di aiuti ai paesi più bisognosi, che durava da vent’anni e che dava anche risorse umane utili alla ricerca. Due anni sono bastati per far piombare nella paura dell’AIDS popolazioni inermi e che vivevano l’aiuto degli USA come la sopravvivenza per le loro famiglie e i loro vicini. L’onda d’urto non ha tardato e, come il karma, ha presentato il conto.

Pochi mesi sono bastati per convincere i moribondi che era meglio firmare trattati bilaterali e sottostare al nuovo colonialismo, obbligati dalla necessità di sopravvivere. Come se nessuno sapesse che cosa nasconda un accordo top secret firmato con l’imperialismo sionista.

Lenacapavir, esiste, in teoria

È solo di ieri la notizia che il primo LA iniettabile bioequivalente, il più noto per offrire un’iniezione intramuscolare due volte l’anno, ha ricevuto l’approvazione per la distribuzione in Sudafrica a 28 mila dollari/anno dopo 20 anni di studi.

Un piccolo vantaggio di prezzo non permette di scommettere sul futuro di un farmaco facile, utile alla prevenzione dell’HIV nei paesi più bisognosi e in quelli che solo ora possono iniziare a sviluppare la propria cultura. Una grande vittoria, comunque, quella di Gilead in un periodo di transizione che prevediamo lungo, anche durante una politica di sotterfugi e di ritorno ai miti sulla grandezza dell’America. Ma ormai mancano le infrastrutture e gli operatori nelle comunità.

Valutiamo il costo-efficacia di un farmaco o quello della prevenzione nel sistema?

Eppure, era stato finanziato e sviluppato da NIH con fondi governativi e poi venduto alla Gilead. Non possiamo fare i conti nelle tasche di Gilead che forse vorrebbe proporlo in Europa a 40.000 $/anno contro i 700 del Truvada generico da assumere tutti i giorni…

Risultato? Uno spaventoso ritardo nella disponibilità di quel farmaco che poteva assicurare una solida prevenzione in vista dell’avvicinarsi del 2030. Un rallentamento a senso unico che ricatta l’essere umano e permette l’aumento di nuove diagnosi. Ma non ci addentriamo nella triste raccolta del paniere HTA.

L’Europa era in condizioni di umanizzarsi

Il nuovo continente sembra qui. Si muove traballante e sempre peggio mentre pochi europei hanno capito che il PNRR andava capitalizzato perché è un prestito. Bros, non lo sapevate?

In Gran Bretagna è già stata bocciata la distribuzione del nuovo farmaco orale per la prevenzione LA, perché anche questo è ritenuto troppo caro. E tutto sarà sempre troppo caro se si collega un farmaco con una persona in un periodo breve. Ma nessun colletto bianco si è mai soffermato a contare il costo di 10 bronchiti, di analisi, di diagnostica spesso da ripetere, di tumori o di una tubercolosi che resta per sempre, anche in termini di perdite di ore di lavoro. Intanto, l’ECDC avvisa la comparsa di nuove infezioni, di altri spillover e associa il cambiamenti climatici alle malattie infettive.

In Italia, oltre alla beffa, l’inganno.

La nuova proposta di legge per abrogare la vecchia legge 135 è pronta da 7 anni, giudicata un testo trasversale, bipartisan, utile a tutti. I deputati che la promuovono sono ormai vittime di un macchinario perverso, di un ministero a sua volta vittima della Ragioneria Generale che, più potente di Zeus, dirige le sorti del paese al di sopra del diritto pubblico, della Costituzione e del Demiurgo, perché ritiene la fine di un’epidemia un gioco troppo caro per le sue pedine. Anche i rappresentanti del popolo sovrano sono stati presi in giro, oltre al popolo stesso.

Per azzittire tutti, arriva la dea dell’abbondanza che ci ricorda Evita Perón lanciare dalla Casa Rosada un’elemosina al servizio sanitario: La manovrina di un popolo di SANTI, POETI, NAVIGATORI che guidano il go-kart senza il bollo.

Filippo von Schlösser