GIORNATE DI NADIR
II EDIZIONE, 22 – 23 OTTOBRE
TERZA SESSIONE
ONCO – HIV CARE

Il titolo rispecchia l’obiettivo di integrare la comunità e la sanità pubblica, riferisce la prof. Antonella Cingolani, per collaborare insieme contro il rischio oncologico. Facilitare l’accesso allo screening in modo consapevole mentre e, se necessario, alla presa in carico per agire tempestivamente, dato che la prevalenza di tumori tra le PWH è maggiore che nella popolazione generale.

Sottolineato il peso dei fattori comportamentali predisponenti  tra le cause. Da qui, l’esigenza di adottare un linguaggio comune nella pratica clinica e quindi da inserire nelle linee guida di terapia per l’HIV.

Anche  se non prevenibile, il cancro può essere diagnosticato precocemente. Il primo aspetto da mettere a fuoco è  l’individuazione dei rischi cui ognuno di noi è esposto, utile per differenziare i tumori prima dei sintomi, la consapevolezza che possiamo intervenire su quelli più frequenti che si legano alle nostre abitudini di vita.

Il prof. Massimo Giuliani tocca due aspetti centrali che si devono affrontare nel vasto campo dell’oncologia HIV correlata e che vanno dalla difficoltà psicologica dell’accesso alla diagnostica agli aspetti comportamentali prodotti dall’ansia che comportano una maggiore vulnerabilità. Questi due aspetti a loro volta, si riscontrano nella parte medica e la corresponsabilità o le capacità di viverli come aspetti di facilitazione o, viceversa, come barriere e ostacoli.

La resilienza della persona, sottoposta a un percorso di cura difficile da gestire, concorre a far esplodere i tumori  che fanno parte della storia naturale dell’infezione. I risultati hanno mostrato, ad esempio, una grande percentuale di fumatori, di dolore e di disturbi d’ansia che si collega agli aspetti comportamentali che rendono inefficaci i percorsi preventivi e la gestione della co-patologia.