FIMM e FNOMCEO CONFERMANO IL PRIMATO DELLE SCELTE DI ETICA MEDICA

LA SIMM E LA TUTELA DELLA SALUTE DEGLI ESSERI UMANI, SENZA CONFINI

Di fronte agli eventi degli ultimi giorni e alle inchieste che hanno colpito medici impegnati nella valutazione della salute delle persone destinate ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) – cui, pur nel rispetto delle indagini in corso, va la nostra solidarietà – desideriamo richiamare i principi fondanti della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM). La SIMM dal 1990, anno della sua fondazione, promuove la ricerca scientifica sulla salute delle persone migranti, svolge formazione sugli stessi temi e sostiene conseguenti scelte di politica sanitaria volte alla protezione della salute, avendo come guida l’articolo 32 della Costituzione, ove la tutela della salute è descritta come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, senza distinzione di status giuridico, provenienza, cittadinanza o condizione sociale.

L’articolo 2 del nostro Statuto pone tra i principi fondativi della Società “la difesa incondizionata della dignità umana”, e “la tutela della salute come valore primario universale, bene indivisibile, condizione indispensabile alla piena espressione delle potenzialità dell’individuo e interesse della collettività”. Principi che il nostro Codice Etico riprende e pone a fondamento dell’azione delle socie e dei soci della SIMM.

Con due Appelli, nel giugno 2025 e 2026, cui hanno aderito altre Società Scientifiche e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (FNOMCeO), abbiamo messo in guardia da un pericoloso attacco alla professione medica: quello di subordinarne la valutazione clinica, trasformando chi cura in un ingranaggio dei dispositivi di trattenimento ed espulsione. Non solo la FNOMCeO, accogliendo il nostro Appello, ha fatto proprie queste preoccupazioni (https://portale.fnomceo.it/la-fnomceo-accoglie-lappello-della-simm-sui-cpr-e-diritto-alla-salute/), ma ancora in questi giorni il suo Presidente, Filippo Anelli, ha ricordato che ”I medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è curare” (https://portale.fnomceo.it/cpr-anelli-fnomceo-i-medici-non-sono-ausiliari-delle-politiche-di-sicurezza-il-loro-dovere-e-curare-si-rispettino-lautonomia-professionale-e-la-presunzione-di-innocenza/).

Ringraziamo per queste prese di posizione, preziose perché la difesa dell’autonomia professionale deve rimanere ancorata al suo fondamento, cioè la tutela della salute della persona, a partire da chi si trova in condizioni di maggiore fragilità.

Per la SIMM il nodo centrale resta la lesione dei diritti fondamentali delle persone vulnerabili migranti e non: una violenza strutturale che si traduce quotidianamente in marginalizzazione, sofferenza, patologia, e su cui la nostra attenzione non verrà mai meno.

Per questo la nostra posizione sulla detenzione amministrativa e sui CPR è chiara, ed è stata espressa, sul piano istituzionale, sia al Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) sia al Tavolo Immigrazione e Salute (TIS), oltreché a livello scientifico nazionale e internazionale. È stata inoltre sottoscritta da altre società scientifiche e da realtà associative e organizzazioni medico-umanitarie: i CPR sono strutture intrinsecamente patogene. Anni di evidenze epidemiologiche, rapporti indipendenti e testimonianze cliniche documentano le conseguenze della privazione della libertà per motivi amministrativi soprattutto quando avviene in luoghi privi di un’assistenza sanitaria di qualità e non di rado malsani, dove si registrano sofferenza psichica, patologie somatiche, atti di autolesionismo fino al suicidio, oltre a gravi offese alla dignità umana.

Ma i CPR non sono un caso isolato. Da anni documentiamo e denunciamo come la criminalizzazione della migrazione e della solidarietà, la violenza strutturale e il razzismo istituzionale che segnano le politiche migratorie siano patogeni e costituiscano un determinante di salute di primo piano. I CPR ne sono l’espressione più evidente: parte di un sistema che di fatto subordina il diritto alla vita e alla cura alla provenienza e allo status giuridico delle persone.

La complessità di questi temi richiede un’azione condivisa, che coinvolga altre società scientifiche con cui la SIMM collabora, le nostre socie e i nostri soci, professioniste e professionisti, ricercatrici e ricercatori.

Questa è la bussola che orienta il nostro cammino: è un punto di partenza, perché nei prossimi mesi serviranno raccolte di dati e produzione di evidenze, sensibilizzazione, informazione e azioni che andranno costruite con il tempo e la cura necessari.

In conclusione, ribadiamo che le scelte politiche, da qualunque parte provengano, non possono chiedere alla medicina di farsi strumento di sostegno alla detenzione amministrativa e all’espulsione delle persone migranti, estranee alla sua funzione di cura e di protezione della salute. Continueremo a stare dalla parte dei diritti delle persone assistite, a denunciare la patogenicità dei CPR e a batterci per un servizio sociosanitario che accolga, curi e tuteli ogni essere umano.

Grazie della vostra vicinanza, del vostro sostegno e della vostra collaborazione.

Il Consiglio di Presidenza SIMM