I PASSI CHE NON SI FANNO VERSO LA SCONFITTA DELL’AIDS

Nel 2019, a metà del suo lunghissimo e acceso discorso sullo Stato dell’Unione, il Presidente Donald Trump fece una promessa che gli valse una rara standing ovation bipartisan. “Insieme”, promise dal podio, “sconfiggeremo l’AIDS in America”.

Sette anni dopo, Trump ha nuovamente sbalordito molti di quei suoi ex collaboratori in ambito sanitario, questa volta minando sistematicamente gli sforzi compiuti durante il suo primo mandato per combattere l’HIV.

Dal suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Trump ha tagliato i finanziamenti per la prevenzione dell’HIV, smantellato uffici governativi e sciolto i comitati consultivi che si occupavano di politiche sanitarie. Ha lasciato gli Stati senza sostegno mentre combattevano le epidemie del virus e, per la prima volta in decenni, ha fatto sì che la Giornata Mondiale contro l’AIDS non venisse riconosciuta. Nei primi due bilanci del suo secondo mandato, il presidente ha proposto di eliminare i finanziamenti per diversi programmi sull’HIV.

Sebbene alcune di queste azioni siano state cancellate dal Congresso o da ordinanze dei tribunali federali, nel complesso hanno messo a repentaglio l’iniziativa che aveva, un tempo, promosso e hanno allontanato ulteriormente l’obiettivo del 2030.

Gli Stati Uniti avrebbero dovuto ridurre i nuovi casi di HIV a 9.300 o meno entro il 2025. Sebbene i dati definitivi dell’anno non siano ancora disponibili, il conteggio federale più recente, del 2024, ha superato di oltre quattro volte tale obiettivo: quasi 39.000 nuovi casi.

https://www.politico.com/news/magazine/2026/06/12/trump-hiv-aids-reversal-00954488

PS: Preghiamo i lettori di tenere d’occhio l’andamento della proposta di legge 218, sulla prevenzione e sulle politiche contro l’HIV. Chi non trovasse nulla, può rivolgersi a redazione@nadironlus.org