Venerdì 22 maggio ha avuto luogo l’aggiornamento sulla Proposta di Legge A.C. 218 abrogativa della legge 135 del 1990.
“From Law 135/90 to Zero Transmission: Is Italy Ready for a New HIV, STIs and HPV Framework?”
Con la guida della Presidente di SIMIT e di Filippo Schlösser presidente di Nadir ETS si sono chiesti aggiornamenti della PdL che ancora non è entrata in vigore.
Da parte delle Istituzioni hanno partecipato, gli Onorevoli D’Attis (Commissione Bilancio e Vicepresidente Antimafia) e Girelli (XII Commissione della Camera dei Deputati), mentre con delega del Ministro della Salute, del sottosegretario Gemmato e della Capo Dipartimento Emergenze ha partecipato la D.ssa Anna Caraglia. E’ stato espresso all’unanimità il dissenso degli Enti del Terzo Settore, di SIMIT e della Società Civile, sulla lentezza storica nella presentazione in Aula del testo di legge, malgrado fosse già stato approvato il Commissione Affari Sociali della Camera durante il 2022.
Le difficoltà, ha spiegato l’onorevole Girelli, sono derivate finora dal costo del rinnovamento delle strutture ospedaliere e dei servizi che possono somministrare le nuove terapie antiretrovirali iniettabili o di prevenzione e dalla antiquata visione di spesa anziché di INVESTIMENTO che implica l’adattamento delle strutture previste (cfr. A.C.218 CD) e hanno obbligato il legislatore ad attendere che la decisione politica, più che amministrativa, fornisse un orizzonte più favorevole.
Il legislatore, anni fa, aveva messo a disposizione la proposta di legge agli esperti CTS del Ministero della Salute, in quanto le malattie infettive e le emergenze epidemiologiche sono materia che richiede una preparazione specifica, aprendo così ad osservazioni ed emendamenti che inizialmente non erano previste.
Tra gli aspetti emendativi che la legge prevede, vi è il concetto di opt out che è stato chiesto dalla Prof. Barbara Suligoi dell’ISS con il consenso di tutta la comunità di Organizzazioni civili, in quanto la curva delle presentazioni tardive al centro clinico ha mostrato una tendenza a non decrescere come si poteva prevedere. L’opt out implica che i medici possano imporre il test per l’HIV se lo ritengono opportuno per prevenire danni irreparabili. L’ alta percentuale di nuove diagnosi tardive implica la irresponsabile inconsapevolezza di avere l’HIV, contagiare altre persone e non accedere alle cure e all’assistenza prevista per le persone con HIV.
L’onorevole D’Attis ha spiegato che, salvo imprevisti, il testo con l’approvazione della Camera poi del Senato dovrebbe raggiungere la fine degli iter legislativi entro pochi mesi. Spetterà poi al Ministero della Salute e alle Regioni, applicare in maniera congrua gli elementi innovativi che propone la legge. In ogni caso, l’Onorevole auspica che le Organizzazioni con SIMI creino un gruppo di lavoro che possa documentare come qualsiasi terapia profilattica possa aiutare a prevenire patologie gravi e, quindi, a contenerne i costi nel lungo periodo.
Dopo anni di fermo nei cassetti della Commissione Affari Sociali, il testo è di recente stato licenziato dalla Commissione, in attesa della calendarizzazione per la presentazione in Aula. L’onorevole D’Attis si attende una convocazione a breve.
(Testo di Nadir riproducibile)
