1° marzo:  Giornata Mondiale contro la Discriminazione Proclamata dalle Nazioni Unite

La decisione conferma l’impegno dell’ONU a proteggere i diritti umani contro stigma e discriminazione, barriere che ostacolano gli obiettivi fissati da UNAIDS nella lotta contro l’HIV e le epidemie.
Lo stigma correlato all’HIV ha un forte impatto sulla qualità della vita e limita il diritto delle persone a vivere con dignità la propria salute. Sono questi, tra i tanti, gli aspetti che contrastano i benefici legati al percorso di salute a livello individuale e sociale, alla prevenzione, alla diagnosi precoce e al Continuum of Care.
In seguito alle scosse sofferte di recente a causa di diverse epidemie, la presa in carico e il mantenimento in cura delle persone con  HIV resta il fattore cruciale per raggiungere il successo della salute globale.

L’importanza della proclamazione di “Zero Discrimination Day” diventa occasione di riflessione e di chiamata ad azioni in favore dei Diritti Umani dirette ai principali stakeholders da parte di IAS e di EATG.

Our Rights, Our Health
(https://www.eatg.org/press-releases-and-statements/eatg-statement-for-zero-discrimination-day-our-rights-our-health/)

 

“È ora di riflettere sugli importanti progressi nella risposta all’HIV, ma anche sulle continue sfide dello stigma e della discriminazione. La disponibilità di test autodiagnostici, l’efficacia della profilassi pre-esposizione (PrEP), l’espansione della terapia antiretrovirale efficace (ART) e la diffusione del messaggio “non rilevabile uguale non trasmissibile (U = U), hanno contribuito a ridurre i nuovi casi di HIV, a diminuire la mortalità e persino a dichiarare l’eliminazione virtuale dell’HIV in Australia. 

In alcuni paesi, queste informazioni hanno contribuito a modellare una società più informata e comprensiva, con maggiore empatia e riduzione degli atteggiamenti discriminatori. Le organizzazioni community-based sono state fondamentali nei primi anni dell’epidemia e rimangono fondamentali per amplificare la risposta dei servizi sanitari e porre fine all’AIDS. Alcune delle conquiste degli ultimi decenni sono state ottenute promulgando e rafforzando protezioni legali contro la discriminazione legata al virus in vari contesti, tra cui l’occupazione, l’assistenza sanitaria e l’istruzione per le persone con l’HIV e le popolazioni target”.

IAS si dirige, in particolare, alla lotta contro la transfobia e raccomanda specifiche azioni per promuovere una nuova cultura a tutti i livelli:

Ministeri della Salute

  • Stabilire norme e standards per fornire la cultura dalla medicina di genere.
  • Impostare indicatori e protocolli di monitoraggio della qualità degli standard.
  • Sostenere le organizzazioni comunitarie nella promozione di attività per l’eliminazione dell’HIV (test, PrEP e sensibilizzazione).
  • Esigere una formazione competente degli operatori sanitari in materia di assistenza alle persone transgender.
  • Promuovere le azioni intersettoriali con altri ministeri per affrontare le molteplici vulnerabilità, tra cui l’identità di genere, il rispetto del nome scelto, le opportunità abitative e lavorative.
  • Promuovere la ricerca clinica, sociale e di implementazione per migliorare i risultati socio-sanitari.

Organismi professionali

  • Riconoscere le crescenti disparità sanitarie e le barriere all’assistenza che vivono le persone transgender e non binarie come una crisi di salute pubblica. 
  • Progettare e riformare i curricula insieme a educatori, studenti e attivisti transgender e non binari, evidenziando l’importanza dell’identità di genere, del linguaggio inclusivo di genere e della rappresentazione delle persone transgender e non binarie in tutti i campi dell’educazione medica. 
  • Sostenere la salute come diritto umano e la necessità di includere interventi intersettoriali per migliorare i risultati socio-sanitari. 
  • Garantire che gli standard professionali siano esplicitamente inclusivi delle persone transgender e non binarie (ad esempio, consentire ai medici di medicina generale di offrire con sicurezza prescrizioni ponte per l’assistenza dell’affermazione di genere nelle circostanze stabilite dalle linee guida nazionali e/o internazionali). 
  • Salvaguardare il benessere di studenti e medici transgender e non binari. Prendere un impegno pubblico per porre fine alla terapia di conversione dannosa. 
  • Sostenere la ricerca clinica, sociale e pratica per migliorare i risultati di salute.

Organizzazioni assistenziali 

  • Fornire un ambiente clinico con strutture inclusive e neutre dal punto di vista del genere e garantire che le persone transgender e non binarie possano accedere a strutture congrue con la propria identità di genere. 
  • Fornire formazione culturale e transgender-competente agli operatori sanitari.
  • Implementare la registrazione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere come standard in tutti i sistemi sanitari. 
  • Valutare le disuguaglianze sanitarie vissute dai pazienti transgender e non binari e dagli utenti dei servizi, pubblicarne i dati e affrontarne eventuali carenze. 
  • Fornire informazioni specifiche sugli interventi di affermazione di genere. 
  • Migliorare la somministrazione delle terapie per l’affermazione di genere con il supporto di medici esperti. 
  • Adottare una politica di tolleranza zero nei confronti della discriminazione nei confronti di dipendenti, di pazienti o del pubblico in generale.
  • Collaborare con le organizzazioni locali che difendono i diritti di genere coinvolgendo il counselling e le risorse tra pari. 
  • Accogliere informazioni attraverso sondaggi e ricerche sociali su stigma e discriminazione.

Personale sanitario 

  • Rendere pubblici e accessibili i riconoscimenti dell’impegno a fornire un’assistenza equa. 
  • Condividere i pronomi personali tra persone transgender e colleghi. 
  • Interagire con le risorse educative disponibili al pubblico o crearle per perfezionare l’inclusione alla pratica clinica di genere. 
  • Riflettere e condividere i pregiudizi inconsci e migliorarli, dando l’esempio; 
  • Essere spettatore reattivo quando si assiste all’ingiustizia. 
  • Promuovere la comunicazione con le organizzazioni trans per lavorare insieme per migliorarne la qualità della vita. 
  • Identificare le migliori pratiche e interventi applicativi.

29 February 2024

https://doi.org/10.1002/jia2.26227