IAS 2011: NUOVI FARMACI E STRATEGIE

REPORT 6° IAS: NUOVI FARMACI E STRATEGIE. ANTICIPAZIONE DELTA # 55

Lersivirina (A Pozniak, TUAB0101) – nuovo NNRTI a somministrazione una volta al dì, sperimentato su 191 pazienti naive in uno studio di fase IIb, in doppio cieco, a 2 dosaggi (500 e 750 mg) e randomizzato 1:1:1. Presentati i risultati a 48 settimane in un confronto con efavirenz, entrambi in associazione con TDF/FTC: simile l’efficacia, minori gli effetti collaterali al sistema nervoso centrale e il rash, maggiore la nausea. Il farmaco ha attività nei confronti della mutazione Y181 (che conferisce resistenza a efavirenz, nevirapina ed etravirina): ne consegue un interesse anche in vista di coformulazioni. Ancora da verificare il dosaggio ideale e l’attività del farmaco al di sopra delle 100.000 cp/mL a causa della poca aderenza dei pazienti arruolati in prevalenza sud-africani. Il farmaco appare comunque promettente.


Rilpivirina (CJ Cohen, TULBPE032, Lancet. 2011;378:229-237) – presentata l’analisi congiunta a 96 settimane dei due studi di fase III (THRIVE e ECHO) che hanno arruolato 1368 pazienti naive. Gli studi confrontavano il nuovo NNRTI al dosaggio di 25 mg QD versus efavirenz, entrambi in associazione con TDF/FTC (unico backbone nello studio ECHO) e/o AZT/3TC e/o ABC/3TC. La carica virale < 50 cp/mL (76-77%) e il guadagno di CD4 (circa 220) si sono dimostrati equivalenti, ma il doppio di persone ha interrotto il trattamento con efavirenz per gli effetti collaterali. Migliore il profilo lipidico di rilpivirina.


Dolutegravir (J van Lunzen, TUAB0102) – nuovo inibitore dell’integrasi a somministrazione una volta al dì, sperimentato su 205 pazienti naive in uno studio di fase IIb (SPRING-1), parzialmente blindato, a 3 dosaggi (10, 25, 50 mg). Presentati i risultati a 48 settimane, in un confronto con efavirenz, entrambi in associazione o con TDF/FTC o ABC/3TC: simile l’efficacia, ma con profilo di sicurezza migliore a favore del nuovo farmaco. Il dosaggio a 50 mg è stato selezionato per la fase III. Si mantiene la caratteristica degli inibitori dell’integrasi di abbassare più velocemente la carica virale rispetto ad altre classi. In media, la carica virale è scesa al di sotto delle 50 copie nel 90% dei pazienti che assumevano dolutegravir versus l’80% di quelli con efavirenz. Il recupero dei CD4 è stato, rispettivamente, 231 versus 174. Il farmaco è in sperimentazione anche su pazienti pretrattati.


Elvitegravir (JM Molina, WELBB05, N Engl J Med. 2008;359:339-354) – nuovo inibitore dell’integrasi a somministrazione una volta al dì confrontato su pazienti pretrattati con raltegravir (BID). Nello studio di fase III, di non inferiorità a 48 settimane e in doppio cieco, che associava entrambi i farmaci a un IP/r attivo + un terzo farmaco (NRTI, ETV, MVC, t-20, ), le strategie si sono dimostrate equivalenti dal punto di vista del fallimento virologico, rispettivamente 59% versus 58% (VL < 50 cp/mL). Simile il guadagno dei CD4 (138 versus 147). Nei pazienti che hanno fallito, il 20% ha sviluppato resistenza ad integrasi. Ricordiamo che questo nuovo farmaco è studiato anche nella coformulazione QUAD (ELV+cobicistat, tenofovir, emtricitabina) su pazienti naive.

Maraviroc QD 150 mg + Atv/r (A Mills, TUAB0103) – studio pilota di fase IIb, in aperto su 121 pazienti naive, randomizzazione 1:1, con virus CCR5 tropico. Questa associazione NRTI-sparing è stata messa a confronto con la più classica strategia TDF/FTC + ATV/r. A 48 settimane, la carica virale < 50 cp/mL è stata riscontrata rispettivamente nel 74.6% versus 83.6% dei pazienti.