La Namibia ha rifiutato l’accordo bilaterale con gli USA sull’invio di farmaci dagli Stati Uniti per un valore di 45 milioni di dollari, limitandosi a sottoscrivere accordi di cooperazione tecnica.
Sebbene il ritiro dei finanziamenti per gli aiuti ai paesi low-income sia stato applicato sin dall’annuncio della politica “America First” dell’amministrazione Trump, il rifiuto della Namibia di accettare le nuove disposizioni proposte con l’invio di farmaci e la condivisione di dati sanitari e campioni biologici sia la ragione ufficiale delle autorità del Paese a motivare tale scelta, la Namibia ha addotto preoccupazioni legate alla privacy, alla sovranità della Nazione e ad aspetti giuridici.
Nel tempo, una lunga storia di sangue
Interpretiamo che le istituzioni del Paese, uno dei pochi che ha raggiunto la soglia di 95-95-95, ben sanno che cosa significhi la firma incondizionata di tutti gli accordi richiesti per gli aiuti americani: dover sottostare a eventuali imposizioni che possono riportare la Namibia allo stato di guerra contro i Paesi limitrofi.
Con la fine delle colonie nel 1974, era iniziata, infatti, per oltre venti anni la guerra, tra Angola, Sudafrica e Namibia. Fu guidata dal sanguinario leader contro-rivoluzionario Jonathan Savimbi, soprannominato “o velho”, finanziato per cercare oro e diamanti, per venderli poi all’estero attraverso il Sudafrica. Era una guerra nella guerriglia tra quattro tribu, ma poco conosciuta perché all’ultimo sangue, senza superstiti, testimoni e speranze per i piccoli ricercatori mandati al massacro, a morte certa con la speranza di mettersi in tasca una pepita d’oro senza essere ucciso dalle truppe di Savimbi protette dal Sudafrica dell’apartheid.
Testimone dell’orrore
Vivevo quegli anni in Angola, assistevo alla sofferenza di un popolo e facevo la fame perché era strategia di o velho lasciare Luanda senza rifornimenti e non avrei osato mangiare in una città ridotta al nulla. Era proibito andare oltre 15 km. dalla città anche per cercare un albero di frutta da cui strappare un mango, ma ero ricco perché avevo una Panda nuova. Vivevo il coprifuoco dalla mezzanotte alle 5 perché nessuno doveva vedere arrivare i camion dal fronte sud, caricati con i cadaveri e con i moribondi che sanguinavano e venivano riportati a Luanda dalle truppe cubane chiamate a mantenere l’ordine da Agostinho Neto, giunto al potere grazie all’URSS e al PCI, che sperava aumentare la capacità di petrolio in Italia, ma era indebolito dai nemici che aveva in casa e fuori. Infatti, al nord che confinava col Congo la tribu di Holden Roberto sperava mettere le mani sui vasti giacimenti di petrolio e gas a Kabinda, esclave dell’Angola in Congo.
La scia di sangue
Chi guardava quelle interminabili colonne di camion passare in città durante il coprifuoco, anche per errore, veniva mitragliato dalle truppe cubane, mentre l’URSS, che aveva mantenuto le mani pulite, aiutava Cuba che aiutava Paesi terzi. In casa mia veniva spesso un tipo italiano di cui nessuno sapeva il nome e insegnava all’università di Luanda “Etica del comunismo”. A volte lo sentivo parlare al telefono con la madre e le diceva di non preoccuparsi perché si sarebbe chiarito tutto.Ma non riuscivo a sopportarne l’aria di mistero di cui si circondava. Scoprii mesi dopo quale fosse il vero nome: Achille Lollo, il responsabile della strage di Primavalle. La magistratura italiana ne aveva verificato la colpevolezza ed era fuggito.
Kabinda
Dalle case si sentivano i pianti di persone che avevano parenti o amici al fronte sud o al fronte nord ove c’era Holden Roberto, detto coelho, il coniglio per essere sfuggito a molti attentati. Era capo di altre tribu e anche lui guerrigliero sanguinario che non era riuscito a entrare a Luanda, ma controllava Kabinda, l’esclave angolano in terra congolese, ove le società petrolifere iniziavano lo sviluppo di giacimenti di petrolio, mentre le banche svizzere vomitavano danaro nascosto dai gerarchi dei paesi africani ricchi, compreso o velho e coelho. Alla mattina, uscendo prima del caldo, si sentiva l’odore del sangue che era rimasto sull’asfalto.
La pace? Non l’hanno ancora conosciuta
Ma la guerra non finì per volontà delle parti, ma soltanto perché nuovi giacimenti di diamanti, più vasti e interessanti, furono scoperti proprio in Russia e in altri Paesi. Guerre, guerriglie, morti, bambini che non sono mai cresciuti, orfani, dolore. Il film Blood Diamonds, del 2006, fu girato a guerra finita e forse più perché la società olandese che comprava diamanti, decise di fare maquillage storico.
Filippo Schlösser
La notizia degli accordi Namibia-USA è di Huffpost, 5 settembre 2026, il vissuto in Angola è di Filippo Schlösser
“While the withdrawal of the funding was expected since the Trump administration’s “America First” approach to foreign aid was announced, it follows Namibia’s rejection of proposed provisions for sharing health data and biological specimens with the United States. Namibia cited privacy, sovereignty and legal concerns for its decision.
The Trump administration has been entering into country-by-country agreements that Washington says will reduce donor dependency, increase domestic financing and safeguard American interests. The U.S. has signed agreements with about 30 countries since late last year, many of them in Africa.”

